Ayer, 18 de julio se cumplió un aniversario más del nacimiento de Lupe Vélez. Todos los biógrafos coinciden en el día de su nacimiento y lugar, San Luis Potosí, México. Sin embargo se manejan diversos años: 1906, 1908, 1909 o 1910. Para celebrar su onomástico un breve homenaje que se le hace en Cine Silente Mexicano con el grupo de rock italiano Il Palco della Musica que interpreta Lupe Velez. En esta “rola” se recrea su tormentosa vida y muerte, composición donde la letra y la música se amalgaman y logran transmitir la novelesca biografía que tuvo. El video está bastante bien logrado, pues intercala escenas filmadas exprofeso para recrear su muerte con varias fotografías y segmentos del filme The Wolf Song , donde baile con Gary Cooper, el gran amor de su vida.
Por desgracia no pude encontrar la letra para traducirla, pero aunque está cantada en italiano no creo tengan mucho trabajo para entender, al menos de manera general, la desgarradora vida que la Mexican Spitfire padeció en sus cortos 36 años de vida.
El grupo italiano Il Palco della Musica toca un rock de fuerte impacto dramático y emotivo, que nace del contraste de las variaciones en género musical que se escuchan en sus composiciones, además del contraste sonoro que da fuerza a sus canciones, cuyas características son testimoniales, evocativas y crudas que describen pequeñas historias que se nutren de la fascinación del ambiente de Hollywood de los años 40, como la trágica y grotesca historia de Lupe Velez, o sugerencias Warholianas como en Inadeguato, o espacios de vida como la del borracho herido de amor que se confiesa en La primavera della api.
La agrupación está compuesta por: Massimo Tucci (voz), Roberto Presutti (guitarra y coros), Marco Chiscuzzu (bajo y coros), Stefano Scotto (teclados) y Nicola Iuliucci (batería).



Esta carta y “el texto de” Lupe Vélez “de Il Palco della Musica.
saludos desde Italia
Lupe Velez
ho sparso i fiori per la stanza e tra i capelli
come ricami i miei ricordi piu belli
nel ventre pulsa un altro cuore maledetto
figlio di un uomo che mi ha abbandonato
dal giradischi arriva musica che sento
un po distante sembra gia il passato
stringo nel pugno le carezze che ho trovato
dentro un flacone di sonnifero scaduto
indosso la vestaglia più preziosa
la seta scivola su un corpo ancora da toccare
con mano tremula mi accendo le candele
fredda ma splendida sul letto mi dovran trovare
scrivo due righe sopra un foglio col profumo
per motivare questo mio abbandono
come hai potuto fingere tanto amore
con me andrà via tuo figlio e il mio dolore
alle mie spalle lascio il messico
mia madre è una puttana
in dote ho solo la bellezza
e un talento per amare
e non mi importa quanti cani
questa carne la dovranno sbranare
questo deve restare?
un abominio di me? x3
delle mie mille facce
una caduca e tattile?
chiamate il regista rigiriamo il finale le luci eran basse il viso da truccare
chiudendo gli occhi mi diverto a immaginare
io sui giornali di domani ed un gran clamore
“no lupe no non è mai stata cosi bella
braccia conserte sopra un seno guacamole e panna
ed un sorriso sulle labbra per farsi perdonare
da tutti gli uomini che non la potran più baciare ”
ma la vita aveva brama di vedere
il fallimento della mia ultima interpretazione
e nella notte il mio stomaco comincia a rigettare
tutto il veleno che per mano mi accompagnava a morire
sputo sui fiori e le candele tutto cade a terra
non era questo che volevo non un’altra guerra
il mio sguardo cerca il bagno e provo un po a salvare
brandelli di una dignità che avrei voluto avere
le gambe deboli trascinano il dolore
verso quel cesso dove il mio viso si verrà a schiantare
dicono che sono un’attrice scadente
dicono che sono una mediocre cantante
dicono che ballo solamente
per far vedere che non porto le mutande
questo deve restare?
un abominio di me? x3
delle mie mille facce
una caduca e tattile?
..Ad Harald, possa dio perdonarti e perdonarmi,
ma preferisco togliermi la vita e quella del nostro
bambino piuttosto che metterlo al mondo nella
vergogna o ucciderlo.
Come hai potuto, Harald, fingere tanto amore
per me e il nostro bambino, quando non ci hai mai voluti?
Non vedo altra via d’uscita per me,
così addio e buona fortuna…
Affettuosamente,
Lupe.
Mil gracias por la letra. Gran “rola”. Un saludo desde México.